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Quando la montagna si affaccia sul mare: suggestioni dei vini dell’Alto Adige a Palazzo Petrucci

La storia del vino dell’Alto Adige non inizia quarant’anni fa, periodo di una presa di coscienza dei produttori grandi e piccoli, non inizia nell’Ottocento e nemmeno nel quinto secolo a.C. ad opera del popolo dei Reti e dei Romani poi. 

Questa storia inizia milioni di anni fa, in terre non ancora emerse, nell’era in cui i mari ricoprivano ancora il territorio, contribuendo alla creazione di preziose stratificazioni minerali che oggi caratterizzano inimitabili paesaggi per l’uomo e ricco suolo per la vite.

Custodi responsabili e attenti di questo dono naturale sono oggi circa 5000 viticoltori, numero che farebbe pensare ad un’eccessiva frammentazione ma che, nello spirito organizzativo, ha saputo tradursi in un risultato significativo, in calici dai riflessi e profumi suggestivi ed intriganti.

Migliaia di voci in un unico gruppo, il Consorzio Vini Alto Adige

La capacità produttiva dell’Alto Adige infatti rappresenta, in termini numerici, circa l’1% dell’intera produzione italiana del settore, un dato che ci trasmette l’immagine di un Davide vincitore sulla possenza di un mercato-Golia sempre più spietato. Una vittoria meritata con l’arma dell’eleganza e della riconoscibilità.

L’immediatezza di questi vini è una spiccata conseguenza del terroir in cui questi vini infondono le loro radici. La loro riconoscibilità nasce dalla perfetta unione di una territorialità unica e irripetibile insieme ad un lavoro portato avanti nei secoli dai vignaioli. Il lavoro dei vigneron è volto a tramandare una storia e una tradizione capace di esprimere in una sola bottiglia una visione secolare ed olistica del vino altoatesino, una visione che viene tramandata e che è in grado di segnare la via della produzione vinicola ai futuri produttori, quasi fosse una vera e propria stella polare.

Non solo terreni unici, prodotti da sedimentazioni secolari, ma anche caratteristiche pedoclimatiche uniche fanno dei vini altoatesini dei prodotti davvero eroici. Quando riflettiamo sulla complessità di questo territorio, non possiamo dimenticare che dobbiamo ragionare anche sulla sua estensione verticale: la presenza dei vigneti che va dai 200 ai 1000 metri, implica che la produzione di questi vini è  combinata in differenti microclimi.

In Alto Adige essere vignaioli va oltre la passione, è una sfida verso se stessi, in condizioni lavorative spesso proibitive. Dove la vendemmia meccanizzata è impraticabile e la mano dell’uomo resta strumento essenziale ed insostituibile per la realizzazione della Grande Opera dei vini altoatesini. 

Vini eroici, potremmo dire, che scaturiscono da vitigni rinomati come il Sauvignon, Pinot Blanc, Gewurztraminer, Schiava, Lagrein e Pinot Nero. 

Il risultato congiunto di vignaioli e natura è stato oggetto di una degustazione tenutasi a Palazzo Petrucci il 27 novembre, un davanzale sul mare partenopeo che ha accolto  Eduard Bernhart il Direttore del Consorzio tutela vini dell’Alto Adige, coadiuvato dalla presenza di Andrea Moser, enologo della Cantina Kaltern, Franziskus Haas, proprietario dell’omonima cantina e di Pierluigi Gorgoni, ambasciatore dei vini dell’Alto Adige.

Quest’ultimo ha curato l’abbinamento di otto vini altoatesini ad altrettanti piatti realizzati dall’encomiabile  Chef stellato Lino Scarallo.

I vini offerti in differenti annate hanno mostrato la propria capacità evolutiva nelle delicatezze dei sentori e la loro inaspettata possibilità ad essere abbinati ai piatti mediterranei. La combinazione di entrambi i prodotti eno-culinari ha dato luogo ad un’esperienza di sfumature di gusto, che ha saputo unire la profondità del mare allo slancio delle vette montuose più alte di Italia.

 

Un piatto ed un calice, trait d’union tra luoghi e suggestioni differenti, abbinamenti nel segno del contrasto dei sapori, nel loro rincorrersi, avvicinarsi e di completarsi armonicamente.

 

LA DEGUSTAZIONE VISUALE FIRMATA DA GENNARO MIELE

PRIMO ABBINAMENTO:

Franz Haas – Vigneti delle Dolomiti – Manna – 2018 

Vitigni: Chardonnay, Sauvignon, Traminer Aromatico e Kerner

  • Colore giallo paglierino con lievi sfumature verdoline, al naso si propone con un tocco agrumato di pompelmo, floreale, delicatamente iodato con note di salvia. L’assaggio è fresco, morbido con ritorno fruttato.

Piatto in Abbinamento: Lasagnetta di mozzarella di bufala e crudo di gamberi su salsa di cavolo broccolo.

 

SECONDO ABBINAMENTO:

Gump Hof – Markus Prackweiser – Sauvignon Praesulis – 2018

  • Colore giallo paglierino, sentori delicati di erbaceo bagnato e fiori bianchi. L’assaggio è gradevolmente fresco, sapido ed elegante, fine gioco di equilibri con finale agrumato di lime.

Piatto in Abbinamento: Tagliolino di calamaro con vongole veraci.

TERZO ABBIANAMENTO:

Cantina Kaltern – Kalterersee Classico Superiore – Quintessenz – 2018

Vitigno: Schiava

  • Rubino trasparente e lucente, sentori dolci e delicati all’olfatto: frutti di bosco, ribes e fragoline, succo di melograno e sfumature di sottobosco. Nell’assaggio freschezza e morbidezza di ricorrono.

Piatto in Abbinamento: Seppia, cremoso di mandorle, lampone salato e mirto

QUARTO ABBINAMENTO:

Franz Haas – Vigneti delle Dolomiti – Bianco Manna – 2010 Magnum

  • Colore giallo dorato chiaro, profumi minerali e frutta tropicale di papaya. Assaggio fresco e secco, tocco salino e leggera aromaticità, lievemente tannico.

Abbinamento: Hosomachi di verza e riso, limone candito, scampi e brodo di pecorino.

QUINTO ABBINAMENTO:

Nals Margreid – Pinot Bianco – Sirmian – 2018

Vitigno: Pinot Bianco

  • Colore giallo scarico, olfatto di frutta a polpa gialla, minerale e fine, fiori di camomilla. Assaggio fresco, abbastanza morbido con finale ammardorlato.

Piatto in Abbinamento: Risotto con porro arrostito, stracciata di bufala, battuto di mazzancolle e polvere di funghi porcini.

SESTO ABBINAMENTO:

Cantina Kaltern – Kalterersee Classico Suoperiore – Pharrhof – 2014

  • Colore rubino trasparente, al naso emergono note di ciliegia e spezie mentre il sorso è agile, freschezza e leggerezza.

Piatto in Abbinamento: Candele spezzate alla genovese e provolone del monaco.

 

SETTIMO ABBINAMENTO:

Gump Hof- Markus Prackwieser – Sauvignon Praesulis – 2014

  • Colore giallo scarico, naso di freschezza primaverile, nota di erbe aromatiche. Assaggio leggero con piacevole carica aromatica

Abbinamento: Triglia e scarola

OTTAVO ABBINAMENTO:

Nals Margreid – Pinot Bianco – Sirmian – 2005

  • Colore dorato e luminoso, sentori salini e di frutta disidratata. Bocca leggera, fresca che si concede buona morbidezza. 

Piatto in Abbinamento: Agnello scottato con albicocche passite, pecorino e menta.

Gennaro Miele

Appassionato da sempre di enogastronomia ed armato di grande curiosità dopo il diploma di Sommelier AIS ho iniziato a rincorrere esperienze che si sono sempre fermate davanti ad un buon calice di vino ed al suo racconto.