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CULTURAL – IL FESTIVAL ENO-GASTRONOMICO DI MAURO BOCHICCHIO A MATERA, LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA
cultural 2019

Sin dall’anno della prima edizione, il 2014, Cultural, festival “alimentare” ideato dall’imprenditore italiano residente a Parigi Mauro Bochicchio – anche presidente della Società Consortium Paris che organizza l’evento – si è caricato di particolari valenze programmatiche e teleologiche: itinerante, inquanto avente due sedi annuali di svolgimento, allo stato Parigi e Matera, e soprattutto informato ogni anno ad un tema diverso, l’edizione in oggetto il vero e proprio mantra “la Biodiversità salverà il pianeta, salviamo la Biodiversità”.

Io e Botticchio

Due cenni anzitutto sulla suggestiva location di quella appena conclusa, e protrattasi nei giorni del 21/22/23 Luglio, Matera, capitale europea 2019 della cultura “tout court”, della quale quella eno-gastronomica costituisce una componente significativa poiché probabilmente paradigmatica della libertà di scelta individuale e connessa alla longevità: nello specifico, il Mulino Alvino, storico pastificio collocato lungo Via S. Vito, un importante esempio di riconversione “urbana” di un’area abbandonata nella quale era sito un opificio a vapore, eretto nel 1884 e segno ancestrale della civiltà contadina materana, tradizionalmente deputato alla conservazione e lavorazione del grano duro coltivato nei dintorni di Matera, tra cui la celebre varietà Senatore Cappelli (dal quale incidenter tantum si ottiene il famoso pane di Matera IGP).

Dicevamo l’utilizzo del termine riconversione, vocabolo pregno di significati operativi e sinergici, analogamente a quanto accade per la composita organizzazione dell’evento, devoluta all’efficiente e snella macchina organizzativa messa in piedi da Bochicchio, in una kermesse che conta oltre centoventi ospiti (tra cui circa dieci chef stellati, il prestigio dell’opening act al “padrone di casa” – nonché unico chef stellato lucano – Vitantonio Lombardo), 60 aziende espositrici nelle aree deputate, 30 top masterclass, una mostra fotografica collettiva, 6 special dinner off in prestigiose strutture materane. 

matera, cultural 2019

La canicola non sortisce effetti dissuasivi (probabilmente anche a causa del basso tasso d’umidità, e dell’effetto isolante dal caldo dei muri in tufo della struttura), la vista retrostante sulla Murgia è suggestiva ed incombente, la visita ai padiglioni precede la degustazione di finger food effettuata nel dehors esterno curata dagli chef operativi nelle cucine della struttura: ad avviso di chi scrive, assolutamente imprescindibili, fra i produttori presenti negli stand dal lato enologico, dopo avere evidenziato la qualità dei vini facenti parti del consorzio regionale, gli straordinari cru di Vermentino ligure dell’azienda Bosoni con il “Colli di Luni etichetta nera”, su tutti l’imponente selezione “Numero chiuso anno 2015” ma anche l’autoctono delle Cinque Terre (e misconosciuto poiché utilizzato solo in blend) “Albarola”, per terminare con l’imponente selezione di distillati dell’azienda “Alma de lux” di San Giorgio a Cremano, dai classici come liquirizia passando per i “blend” zafferano ed arancia e Chinalime, terminando con l’iconoclasta “pomodorino del piennolo” ed addirittura con gli esotici “bacche di goji” e “exotik”.   

Transitando negli stand gastronomici, ancora una volta in risalto l’azienda “Armatore” di Cetara con le selezioni di pregiato pescato locale (seppure incomprensibile, senza intenti polemici, la scelta intrapresa di non offrire in degustazione la ventresca di tonno rosso – tuttavia esposta, essendo una delle poche aziende autorizzata alla pesca di tale varietà), ma anche l’incredibile eleganza delle lievitazioni dei panettoni dell’azienda pasticciera Calciano di Tricarico (Matera), canditi fini ed incredibili note aromatiche tostate e vanigliate, da degustare come dessert anche magari al termine di una cena di pesce fresco in riva al mare.

Davvero appagante la masterclass dedicata ai vini bianchi campani, curata da Eugenio Tropeano Orsi, una splendida e significativa rassegna dei principali vitigni a bacca bianca regionali (e molto diffusi qui in terra Lucana, richiesti costantemente dai turisti), assaggiati in corretta progressione olfattiva-gustativa e culminante con un “intruso”, e cioè il “Nero a Metà”, Aglianico vinificato in bianco prodotto da Mastroberardino, austero e tuttavia caratterizzato da un finale lungo e persistente.

io e Donato Addesso

Durante la degustazione ci imbattiamo nell’ennesimo ospite d’eccezione, il giovane sommelier Donato Addesso, da sempre al fianco del menzionato chef stellato – campano d’adozione ma lucano di nascita – Vitantonio Lombardo, sin dai tempi della prima stella della Locanda Severino in quel di Caggiano: “è sempre un onore fare parte di questo evento, siamo molto amici ed ammiriamo Mauro, l’organizzatore – esordisce il giovane talento, di recente incluso fra i cinque migliori professionisti del pairing regionali dalla prestigiosa rivista di settore “Gambero Rosso”, tatuaggio della raffigurazione del logo della stella in bella evidenza sull’avambraccio – da quando ci siamo trasferiti in Matera dalla profonda entro-terra di Salerno, ove abbiamo iniziato, la tipologia di clientela è cambiata molto, qui si caratterizza per essere a vocazione internazionale, un numero di coperti pressoché costante nell’arco della settimana nello scenario di una grotta facente parte dei sassi, davvero unico al mondo.

“Ci siamo molto emozionati nel dedicare il piatto d’esordio della manifestazione, a un grande chef locale che è purtroppo venuto a mancare, Frank Rizzuti, e cioè pasta mista in zuppa di crapiata, gamberi e fois-gras” prosegue il sommelier Addesso, prima di congedarsi per l’incombenza del rientro al locale – stiamo lavorando sul progressivo rifinimento dell’identità territoriale nelle preparazioni, e per questo ho ideato personalmente tre menù di pairing con i vini, Lucano, Italia e Mondo, siamo parte di tutti e tre luoghi con una grande passione che ci anima e ci ispira”.

Con l’espresso auspicio, infine, che kermesse del genere possano avere davvero una diffusione sempre più capillare, coniugando valorizzazione territoriale – e dei relativi prodotti autoctoni eno-gastronomici – consapevolezza del consumo alimentare e perché no, ricerca “sincretica” d’avanguardia nell’elaborazione del gusto, ovviamente deputato a professionisti del settore, ivi includendo nei profili relazionali – comunicativi, connotandosi sempre più specificativa sotto tali aspetti.

 

Carlo Straface

Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.