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Tenuta Scuotto – L’azienda di Lapio tra innovazioni di Marketing e tradizione identitaria
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“Tutto in guerra si base sull’inganno: se il tuo nemico è superiore eludilo, se è irato irritalo, se è di pari forza lotta, altrimenti sparisci e riconsidera”.

Una celebre frase, ripetuta a mò di mantra iniziatico, proferita dal personaggio di Bud Fox nel film “Wall Street” di Oliver Stone (interpretato nella pellicola da Charlie Sheen) e cavata fuori dal trattato-manuale di origine cinese del V secolo a.c. “Sun Tzu – L’arte della guerra” è stato una sorta di viatico “non belligerante” per l’originaria formazione professionale di Adolfo Scuotto, 40 anni, studi in economia e commercio, brillante passato da consulente aziendale ed ora co-proprietario, insieme al padre Eduardo, della Tenuta Scuotto in quel di Lapio, con la collaborazione dell’enologo Angelo Valentino.

io e Adolfo Scuotto

In un arco temporale tutto sommato breve, di circa dieci anni (il 2009 è  l’anno della fondazione), trasferendosi dal caos anarchico della metropoli (entrambi, padre e figlio, sono di origine napoletana) alle pendici del Monte Tuoro nell’alta Irpinia, i titolari dell’azienda, distribuita attualmente sul territorio nazionale da Vino e Design, sono riusciti ad affermarsi come realtà viti-vinicola di notabile rilievo, con una produzione di oltre 70.000 bottiglie annuali, numerosi premi di settore e valutazioni diffuse da parte di riviste e critici internazionali (l’anno scorso il prestigioso ingresso nella guida di Robert Parker) oltre alla presenza continuativa nelle carte di “star-rated restaurant”, come quelli di Mauro Uliassi, Davide Scabin e Gennaro Esposito alla “Torre del Saracino”.

La giornata è di quelle uggiose e umide, le inclemenze metereologiche tuttavia non riescono a offuscare la splendida vista che si gode sui vigneti (e sull’imponente Monte Tuoro che si staglia sullo sfondo) dalla terrazza prospiciente l’ingresso della sala degustazioni dell’enorme tenimento di proprietà della famiglia Scuotto, dislocato su tre livelli a seguito del recente ampliamento dal nucleo originario: i lavori hanno riguardato l’annessa cantina estesa e laboratorio scientifico, entrambi di assoluta avanguardia.

 

L’accoglienza da parte del proprietario è calorosa nonostante l’alternarsi frenetico, nell’ultimo periodo, di festività pasquali e manifestazioni di settore, che rende palpabile la stanchezza, mitigata da un sempreverde entusiasmo:

“ogni volta che mi affaccio dalla terrazza mi vengono in mente le Langhe, amo la terra d’Irpinia, anche se la mia formazione di stampo aziendalista mi ha permesso di vivere alcune realtà produttive al di fuori del territorio campano – si schermisce Adolfo Scuotto, capelli scarmigliati e doppiopetto d’antan – diciamo che la mia mission, all’interno della realtà che ho creato con la mia famiglia, è quella di trasferire nell’ambito enologico alcuni stilemi di marketing che ho sperimentato in prima persona in altri settori merceologici, nel contempo muovendomi lungo il binario concorrente del raffinamento dei prodotti, con la collaborazione del nostro enologo, operando una sorta di sovvertimento dei paradigmi gustativi del Fiano e dell’Aglianico per il Taurasi, nostri vigneti più conosciuti sul mercato nazionale ed estero”.

Cercando di enucleare il senso della filosofia sottesa all’operato dell’imprenditore Scuotto junior, grande attenzione è dedicata agli aspetti della comunicazione commerciale:

“mi vanto di conoscere personalmente circa la metà dei nostri agenti su un territorio di circa quindici nazioni senza alcuna velleità di presenzialismo, ma semplicemente per rappresentare meglio le istanze dell’azienda, finendo per impersonare una sorta di brand ambassador di me stesso” e del packaging dei prodotti ed in generale dell’immagine d’impresa, “le etichette le ho diegnate io, ed hanno come minimo comune denominatore quello di una figura stilizzataraffigurante la testa antica di un uomo, la cui immagine originaria è stata ritrovata su di una roccia durante i lavori di scavo della tenuta, cerco nel contempo di sottoporle ad una restyling periodico, in cui tuttavia il consumatore finale riesca a coglierne i tratti distintivi nella percezione della continuità aziendale”.


Il risalto dato alla modernizzazione della metodologia produttiva consiste nell’impiego di macchine per
pressatura ad azoto che conferisce alle uve una consistenza soffice e una riduzione nell’uso dei solfiti (ma ad esempio il batonnage viene svolto manualmente), ed ulteriormente dalla termoregolarizzazione della cantina, gestita da un dispositivo elettronico centralizzato.

In degustazione, al termine della visita dei locali, il Greco di Tufo dell’azienda (vigneti in Santa Paolina), il celebre “Oi Nì”, Fiano fermentato in botti alsaziane, e il “Taurasi Stilla Maris” dalla splendida etichetta, prodotto a partire da uve Aglianico selezionate accuratamente, questo vino rappresenta un vero e proprio cru aziendale. In relazione ai quali sembra lecito parlare di “eterodossia dei fini”: il Greco forse è stilla marisil prodotto che rispetta maggiormente il canone gustativo, fine ed aromatico, mentre il Fiano “Oi Nì” ne sovverte il paradigma standard, mettendo in evidenza note affumicate ed un tannino elegante a livello retro-olfattivo, per chiudere con lo straordinario “Stilla Maris”, profumi di frutta rossa con note di tabacco ed una consistenza setosa al palato.

Il tempo stringe, il nostro anfitrione si deve commiatare a causa di sopraggiunti impegni lavorativi, e noi pensiamo alle emozioni che si avvertono viaggiando per il mondo con un luogo nel cuore, tentando fieramente di rappresentarlo, per dirla alla maniera di Albert Camus: “che cos’è la felicità se non il sincero accordo tra un uomo e la vita che conduce?”.

Carlo Straface

Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.