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IL REPORTAGE POSTUMO SUL VINO DI UN GRANDE INTELLETTUALE NELL’ITALIA POST-SESSANTOTTINA
soldati

Verrebbe oggi da interrogarsi sulla necessità di provvedere ad una rivalutazione postuma della portata innovativa della cifra stilistica di Mario Soldati, regista, scrittore, saggista, giornalista, autore televisivo e dunque intellettuale tout-court, nel corso dell’intero arco del ventesimo secolo, essendo egli nato nel 1906 e deceduto nel 1999.

Secondo tale prospettiva, al di fuori di qualsiasi enfasi “filologica”, è particolarmente meritevole di attenzione, per ogni “wine-addicted” che si rispetti, la recente pubblicazione, per i tipi della Bompiani, del saggio-reportage Vino al Vino – Alla ricerca dei vini genuini, ristampa sinottica di tre articoli redatti dal medesimo, in occasione di tre viaggi compiuti in Italia alla ricerca delle eccellenze enologiche del paese – divise per ambito regionale – e pubblicate sulla Rivista “Grazia” ed “Epoca”, in un arco temporale che si dipana dal 1968 al 1975.

Mario soldatiRisale tutttavia, per essere precisi, al 1957, il primo racconto-divulgazione di Soldati del novero delle eccellenze (in quel caso segnatamente gastronomiche) italiane, con la realizzazione di un programma televisivo diremmo oggi d’avanguardia poiché antesignano della figura del giornalista televisivo d’inchiesta, (ovviamente nell’ambito enologico, e visionabile su you tube), che raccoglie sin dal titolo dei prestiti linguistici e comunicativi con il libro esaminato: “Viaggio nella Valle del Po – alla ricerca dei cibi genuini”.

Di primo acchitto potrebbe lasciare qualche perplessità lo stile narrativo ingenuo e scarno adoperato dal Soldati-reporter, ben lungi dall’utilizzo di circonlocuzioni o sofismi descrittivi a cui diversamente ci hanno abituato i successivi interpreti di tale settore viti-vinicolo, paradigmatico nel frequente utilizzo del termine (a dir poco anacronistico in data odierna) “vini genuini”, ma la voce narrante coerentemente premette di non avere competenze tecniche di enologo e/o sommelier, e pertanto qualche licenza glie deve essere necessariamente concessa.

Le dinamiche commerciali e le innovazioni tecnologiche nell’ambito enologico consentono all’attualità di ritenere “preistorica” quell’epoca descritta dall’autore, in cui il progetto “supertuscan” era in embrione, il Franciacorta era aldilà da venire (il Consorzio rappresentativo si sarebbe formato solo nel 1990), e sulle scaffalature dei supermercati faceva da padrone il Chianti nel classico fiasco o il Verdicchio dei Castelli di Jesi nella celebre bottiglia ad anfora creata dall’Ingegnere Maiocchi per l’azienda Fazi Battaglia.

Ineludibile il fascino d’antan di simili narrazioni, scevre da riletture oleografiche, ma Soldati è anche uno straordinario cantore di percorsi e prodotti identitari, oggi diremmo “espressivi di un terroir”, e dunque spazio al Carema (con un capitolo espressamente dedicatovi), alla Croatina dell’Oltrepò Pavese (con una descrizione della visita all’azienda Lino Maga creatore dello storico “Barbacarlo”), ma anche ai vini liguri (Pigato e Rossese di Dolceacqua – Riviera Ligure di Ponente, oggi nuovo trend enologico) ed addirittura al nostro Gragnano, da lui ritenuto “rustico” ed oggetto di un’indagine quasi hitchockiana tra i vicoli del centro storico di Napoli.

Diceva, concludendo, Natalia Ginzburg a proposito della vita di Soldati, e forse tale definizione ben si attaglia all’intera sua poetica, “che egli amava non il piacere della vita, che è quella del turista che visita il mondo assaporandone le piacevolezze ma rifuggendone gli aspetti vili, bensì la gioia, che come tale non elude nulla o nessuno, ma contempla l’universo esplorandone ogni sua miseria ed assolvendolo”, analogamente a quanto potrebbe sostenersi per un vino “cattivo”, degustato da Soldati sempre con intima consapevolezza.

 

Carlo Straface

Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.