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IL DIVINO PROGETTO DI TIZIANA DE MARO E DI TUTTA LA FAMIGLIA COLIMORO – WINE BAR OFFICINA DEI SAPORI

Sovente si assiste all’intento di qualche enotecario di convertire, con malcelato e spregiudicato cinismo, la propria attività commerciale in quella – forse astrattamente più redditizia ma comparativamente più strutturata – di wine-bar con somministrazione, con esiti spesso infausti e potenzialmente lesivi sotto entrambi i profili gestionali.

Una piacevole eccezione a tale assunto la rappresenta la neonata “Officina dei Sapori”, il wine bar, propaggine dell’enoteca Vini Divini di Tiziana De Maro, delegata dei Campi Flegrei della Scuola Europea Sommelier,  Donna del Vino della Campania, nonché consulente enologica di attività di ristorazione, e gestita unitamente ai figli e al proprio coniuge Vincenzo Colimoro.

Tutta la famiglia Colimoro al completo!

In Via Epomeo 459, strada di congiunzione di due quartieri dalla composizione sociale piuttosto composita ma dalla spiccata vocazione commerciale, tale attività festeggia il primo mese di esercizio, e notiamo come in tale breve lasso temporale Tiziana con Enzo siano riusciti (unitamente all’ausilio ed alle competenze dei figli Liliana e Luigi) ad allestire una selezione variegata di prodotti, che riesce a restituire la complessità enologica e la specificità regionale dell’Italia, senza tuttavia trascurare i classici  francesi ed i supertuscan di “noi altri”.

vini divini officina dei saporiOltre seicento le etichette rappresentate, con bottiglie squadernate (tutte ugualmente da asporto o da somministrazione ai tavoli al medesimo prezzo al dettaglio) ai lati su scaffalature simmetriche di questo elegante ma informale locale, ed un reticolo di tavoli in legno che fa contrappunto al bancone, vero e proprio altare del “verbo eno-gastronomico” delimitato dai due frigoriferi per la vendita di prodotti a temperature specifiche. 

Non nascondono i coniugi gestori, con uno sguardo incrociato che lascia trapelare un misto di timidezza e soddisfazione, la loro passione per il Piemonte, coltivata in modo particolare da Vincenzo nei suoi frequenti viaggi nelle Langhe, e dunque si staglia, fiera e sfrontata, una straordinaria teoria di Barbaresco, Nebbiolo e Barolo, annate e vintage di Mascarello, Conterno, Roagna, nella quale tuttavia fanno capolino straordinari “outsiders” rappresentativi di variazioni sul medesimo territorio, come Gattinara, Ghemme, ed infine l’intera batteria di un’azienda misconosciuta ma tuttavia di spicco come Le Piane, con il cru “Boca” in bell’evidenza.

Approfondita e ragionata anche la scelta gastronomica, con taglieri di salumi nostrani e spagnoli, toast artigianali, formaggi a chilometro zero, panini e stuzzicheria varia realizzati dall’impeccabile Rosario Senese, oltre che dessert al bicchiere, accompagnati anche da una sapiente offerta di mixology, distillati ed amari nazionali e internazionali.  

Diceva un grande scrittore, che il fascino del vino risiede nella sua vitalità irrazionale e sempre mutevole, non troppo diversa da quella di un organismo umano, e speriamo che tale assunto funga da viatico anche per la gestione dell’attività professionale di Tiziana, del versatile locale messo in piedi grazie alla passione condivisa dalla propria famiglia.

Carlo Straface

Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.