fbpx
DEGUSTANDO IL “CHIANTI CLASSICO” NELL’ECOSISTEMA DELLA STORICA AZIENDA “CASTELLARE DI CASTELLINA”
castellare

Ogni rinnovamento che si rispetti deve necessariamente partire dalla
riaffermazione della propria identità territoriale, e probabilmente tale
assunto ha sin dagli albori guidato l’operato del giornalista ed imprenditore Paolo Panerai, fondatore in Toscana nel 1979 della cantina Castellare di Castellina, oggi facente parte del gruppo Domini Castellare di Castellina (insieme ad altre quattro aziende regionali), e divenuta negli anni una delle più note realtà vitivinicole a livello internazionale.

chianti classico
Sotto la sapiente guida tecnica dell’enologo Alessandro Cellai, questi 80 ettari collinari nel cuore del Chianti Classico, di cui 33 adibiti a vigneti, sono divenuti un vero e proprio paradigma produttivo, grazie allo straordinario microclima di cui godono, incastonati in un anfiteatro naturale circondato da boschi, che come tali li preservano dalle intemperie, senza escludere l’apporto fondamentale del terroir, suolo composto da marne calcaree, galestro ed argilla.
Chiunque appassionato di vini ha ben impresso nella memoria le straordinarie etichette aziendali, che hanno come tratto distintivo dell’annata la raffigurazione di un uccellino – parte dell’habitat naturale, sovente upupe – ed è un onore varcare la soglia di tale sacrario enologico, per un appassionato winelover come me, nel giorno del suo compleanno.
chianti classicoRicorrenza che ricorda l’annata della prima uscita sul mercato del vino porta-bandiera dell’azienda, “I Sodi di S. Niccolo”, nel lontano -ahimè – 1979. Difficile non rimanere impressionati, all’ingresso, dalla crasi fra la geometria ieratica dei vigneti aziendali, che costituiscono parte dei borghi medievali, e la presenza ai lati delle case coloniche, anticamente abitate dai mezzadri ed oggi dai contadini-collaboratori aziendali, due realtà apparentemente stridenti ma sostanzialmente collocate in sinergia produttiva.

chianti classico

Inizia il fuoco di fila della degustazione con il tradizionale “Governo di Castellare”, prodotto con il metodo del governo all’uso toscano, cioè con l’aggiunta di uva appassita dopo la prima fermentazione alcolica, di buona beva e dai sentori eterei, da bere magari fresco di frigorifero, per poi proseguire con il Chianti Classico Riserva, composto quasi esclusivamente da Sangioveto (nome locale del Sangiovese, e dei relativi cloni scientifici) con una piccola percentuale di Canaiolo e altri vitigni autoctoni, sapido e dal grande corredo aromatico.
Colpisce l’ortodossia produttiva (oggi probabilmente divenuta ancora più sorprendente) di non dare luogo a d assemblaggi in cantina fra vitigni autoctoni ed internazionali, e pertanto i due successivi prodotti in degustazione – “Coniale” di Castellare, Cabernet Sauvignon in purezza e “Poggio ai Merli”, Merlot al 100%, si distinguono per rigore stilistico e potenza espressiva, sebbene il secondo sia di gran lunga preferibile in quanto perfettamente bilanciato fra acidità e corredo tannico, in definitiva meno “ruffiano” del primo.

A sublimare infine tale percorso, arriva il leggendario “I Sodi di S. Niccolò”, vero e proprio cru aziendale, che dimostra l’incredibile versatilità del Sangioveto, come da disciplinare in aggiunta con la Malvasia Nera (15%): eleganza inappuntabile e un incredibile finale, di persistenza longeva come raramente apprezzato sul marcato italiano.
Difficile esprimere un giudizio compiuto su di un’azienda in continuo divenire come Castellare di Castellina, a dimostrazione di come un processo di progressiva “complessificazione” della realtà aziendale vada di pari passo con la coerenza stilistica, esibita senza remore nei prodotti immessi sul mercato.

Carlo Straface

Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.