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L’approccio “nudge”, ovvero come comunicare il tuo prodotto senza essere invadente
nudge approach

Ammettiamolo, quando siamo in giro fra i corridoi di un supermercato, o difronte un qualsivoglia schermo pronti ad effettuare il nostro acquisto online, ci sentiamo padroni, perfettamente consapevoli di cosa stiamo per fare e di cosa ha motivato le nostre scelte… Be’, ci sbagliamo di grosso!

nudging e native advertising

Lo sa bene il vincitore del premio Nobel per l’economia, lo studioso dell’economia comportamentale Richard Thaler, famoso non solo per aver analizzato perché crediamo alla fake news tanto da condividerle (alzi la mano chi non l’ha mai fatto), ma anche per essere il teorico del “nudge“, la “spinta gentile” con la quale offline ed anche online è possibile influenzare le scelte delle persone.
L’idea di base del nudging, è quella di attingere alla scienza comportamentale per progettare ed utilizzare elementi strategici non coercitivi, modificando l’ambiente in cui le persone fanno le scelte, cambiando quindi l’architettura della scelta, che favoriscono certi percorsi cognitivi ed emotivi, e che spingono a compiere determinate scelte e comportamenti in maniera volontaria , guidando i cittadini verso comportamenti più efficaci ed efficienti per se stessi e per la collettività.

 

L’approccio “nudge”, ovvero la spinta gentile:

nudging la spinta gentile
Addio quindi consumatore razionale caposaldo dell’economia classica, benvenuto consumatore euristico.
Conoscendo gli errori di ragionamento automatici, le euristiche e le distorsioni cognitive che caratterizzano il comportamento umano, è possibile creare le condizioni per sviluppare l’ architettura delle scelte degli individui al fine di suggerire e promuovere le migliori scelte possibili. Questi stimoli che fungono da “pungoli”, da spinte a determinate azioni, sono semplificazioni del processo decisionale, come per esempio variare il numero e l’ordine delle alternative di scelta o selezionare opzione di default.
Come dice l’economista inglese Baldwin:

“Siamo costantemente sottoposti a ‘spinte’ da parte del Marketing, c’è sempre qualcuno che vuole venderci qualcosa, e le persone ne sono consapevoli.”

E ancora …

“È possibile indirizzare le persone, senza costringerle, ma semplicemente cambiando la modalità di presentazione della scelta”.

Il nudge è dappertutto, intorno a noi, nella vita di tutti i giorni. Dalle informazioni sui media alla presentazione e l’ordine dei prodotti al supermercato: mettere a disposizione alcune informazioni o in esposizione alcuni prodotti significa, in fondo, fornire una“architettura delle scelte” che favorisce delle risposte cognitive, emotive e comportamentali.
Ma attenzione… se sottoposti a troppe sollecitazioni, il pericolo è che le persone reagiscano automaticamente al contrario di quanto viene loro suggerito. Ad esempio, pur volendo seguire una dieta sana e corretta, continueremo compulsivamente ad acquistare la barretta al cioccolato del distributore automatico, Questo tipo di “offerta” si sposa perfettamente con il potere immediato del piacere che la barretta ci regala e le persone sono indotte istintivamente ad acquistarla.
Infine, se voi uomini osservate degli strani disegni sugli orinatoi di un bagno pubblico, e voi donne vi interrogate sulle palline di zucchero nel caffè delle macchinette, state tranquilli…è la vostra spinta gentile.

Anche Federico II applicava il nudging, ecco perché …

Federico II

La patata fu una coltivazione inizialmente avversata dai contadini prussiani, finché Federico II decise di far sorvegliare i propri campi strettamente di giorno mentre i soldati furono invitati a chiudere un occhio di notte: fu una “spinta gentile” che incentivò la diffusione del tubero.

Chiara Rainaldi

Digital Strategist, Project Manager and Project Leader of Guyot Media. Nel 2014 ha lavorato presso la Camera di Commercio di Avellino nel progetto pilota realizzato da Google Made in Italy: Eccellenze in Digitale. È stata Selezionatrice HR settore ICT per l'avviso pubblico "Made in Italy- eccellenze in digitale 2015". Attualmente è socia dell'Associazione Italiana Sommelier.