fbpx
Cos’è un terroir? – La domanda da un milione di dollari
guyot vino vigna irpinia campania terroir

Terroir, una parole dalle molte sfumature

Chiunque si definisca “esperto” del settore vinicolo giura di conoscere il significato di terroir, ma non è poi così scontato darne una definizione corretta. Questo termine racchiude in sé così tante sfumature – a volte contraddittorie – da rendere difficile una spiegazione coerente ed  esaustiva.

Il termine terroir è utilizzato trasversalmente nell’ambito gastronomico, ma le sue origini sono indissolubilmente legate con il mondo vitivinicolo. Termine di origine francese, di cui non esiste un preciso equivalente nella lingua italiana, terroir è etimologicamente riconducibile a “terreno” e “territorio”; ritenere però che sia traducibile semplicemente con uno di questi due termini significherebbe svilirne il senso. Terroir ha infatti, nel mondo del vino, un significato molto più alto.

guyot vini terroir sabbia vesuvio sapore unico

Terreno del Vesuvio, un terroir molto particolare

 

Definiamo quindi il termine terroir

Il terroir si può definire come un luogo in cui clima, morfologia del terreno, altitudine, esposizione, caratteristiche geologiche del suolo e degli elementi minerali presenti, popolazione dei lieviti indigeni, vitigno, tradizione enologica – in cui rientra l’importantissimo “fattore umano” – consentono la realizzazione di un mix unico in grado di conferire caratteristiche uniche alla produzione vinicola di quell’area. In ambito enologico è quindi riassumibile come “un insieme di fattori diversi ma peculiari di un territorio ristretto”, territorio che spesso fa riferimento ad un singolo vigneto.

Per questo due vini prodotti con la stessa uva ma in due territori (o anche in due vigneti) diversi possono dare due risultati diversi: il terrorir di allevamento è molto importante nel definire il gusto del vino.

L’unicità del terroir

L’unicità delle caratteristiche conferite dal terrorir ad un vino ha un valore molto alto per noi “fanatici” del settore: l’idea di avere a che fare con qualcosa di unico, che non può essere replicato (neanche attraverso mistificazioni di laboratorio così in uso al di fuori dell’Unione Europea) e che allo stesso tempo rispecchi il territorio, le sue “abitudini” e l’intercessione pignola e puntuale della natura, risulta essere un tema appetibile per creative elucubrazioni.

Ma bisogna appellarsi anche a delle riflessioni più realistiche: è innegabile il fatto che ci siano elementi fortemente replicabili e “trasportabili” – per esempio, si può impiantare un determinato vitigno anche fuori dalla sua “culla d’origine”, oppure è possibile esportare le pratiche enologiche, ma le caratteristiche specifiche di un luogo non sono assolutamente replicabili – in questo sta l’unicità del terroir.

Facciamo un esempio

Finora ci siamo mantenuti su un livello abbastanza teorico, quindi è il momento di tornare “con i piedi per terra” e spiegare praticamente cosa significa un terroir. Ad esempio, un bravo enologo potrebbe realizzare un buonissimo vino – diciamo un Pinot Noir in purezza – coltivando le viti secondo il modello della Borgogna, e seguendo un identico processo di vinificazione; il risultato però non sarà mai un Borgogna, mancherà sempre di quelle caratteristiche uniche che lo caratterizzano.guyot terroir grappolo vigna uva rossa vino rosso campania

Il terroir nel marketing del vino

Sia ben chiaro, il concetto di terroir è importantissimo e i francesi, con il loro savoir faire, ne hanno fatto un vero vessillo nazionale. Però il terroir non è tutto: nessuno può escludere che in una zona viticola molto rinomata, caratterizzata da un determinato terroir, possa nascere un vino pessimo mentre in una zona non vocata alla viticoltura ne possa nascere uno eccellente. Questo nessuno può dirlo a priori!

guyot vino vigna irpinia campania terroir

Il concetto di terroir, come già detto prima, definisce l’interazione di tutti quei fattori che entrano a far parte tutti di una magica alchimia che rende unico ed irripetibile un vino, fondendo la natura, la cultura e la storia del luogo in un qualcosa d’irriproducibile, in cui ogni singolo elemento si fonde con l’altro rendendo affascinante ogni singolo sorso, perché è un sorso fatto di terra, di uomini, di storie e di paesaggi. Forse è questo che i cugini francesi intendono quando parlano di goût de terroir.

Purtroppo però, a volte, dietro la “teoria del terroir” si nascondono forti interessi commerciali, in quanto è un concetto che può essere facilmente strumentalizzato. Quindi, va bene lo storytelling e il romanticismo intorno al vino, ma il vino è una bevanda – e non solo un’opera d’arte da contemplare. In altre parole, attenti a non farvi manipolare da abili spacciatori di “terroir”!