Anna Sastri e La Casa di Ninetta – la tradizione culturale gastronomica partenopea

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Anna Sastri e La Casa di Ninetta – la tradizione culturale gastronomica partenopea

la casa di ninetta

Oltre la freddezza del dato legislativo di “governo e gestione amministrativa” della drammatica emergenza sanitaria in corso, e le problematiche del settore della ristorazione, probabilmente il più colpito unitamente all’industria dello spettacolo, un punto appare dirimente: preservare il valore della memoria tout court, intesa come retaggio culturale e artistico, dalla violenta aggressione della pandemia Covid 19, che ha cercato di annichilire intere comunità, per fortuna con esiti negativi.

È  proprio questo il fil rouge della storia di Anna Sastri, trentunenne titolare del ristorante “La casa di Ninetta”, sul lungomare del capoluogo partenopeo: fondato circa undici anni fa dal padre Carmelo, avvalendosi della collaborazione della sorella Lina Sastri, nota e talentuosa attrice di teatro e cinema, mutua il proprio nome da un libro auto-biografico scritto dall’artista, pubblicato originariamente per i tipi della Marsilio e dedicato alla figura della madre Anna “Ninetta” – successivamente divenuto anche una piece teatrale, interpretata dalla medesima nella forma del monologo. 

Raggiungiamo Anna Sastri telefonicamente, in un momento, come sottendevamo, di forte confusione nel suo settore, in cui preminente sembrano essere le esigenze di riorganizzazione amministrativa, cercando tuttavia di non snaturare la natura della propria offerta gastronomica ed il target di rfierimento: in dieci anni la “Casa di Ninetta”, sotto la sua egida gestionale e del sig. Carmelo, è divenuto un vero e proprio ritrovo del milieu culturale napoletano, con l’intento dichiarato, come leggibile nel sito, di “preservare la memoria collettiva dell’antica Napoli e di tramandare, attraverso una cucina semplice ma ricercata, i sapori protagonisti dell’infanzia dei nostri avi”.

 

Domanda – Buonasera Anna, e grazie anzitutto della disponibilità che ci riservi nel concederci l’intervista. Come vanno le cose in questo periodo, ti immagino molto impegnata nella ripresa  


Siamo anzitutto sereni  e fiduciosi, Carlorisponde Anna il periodo trascorso è stato drammatico, ci ha tenuto lontani dal nostro luogo del cuore dove rivesto la qualità di direttrice di sala e sommelier, non abbiamo ovviamente effettuato alcuna forma di delivery né di asporto, poiché ritenuto incompatibile con il nostro concept di locale “esperienziale”, riapriremo secondo le tempistiche dettate dal nostro governo, centrale e regionale .  

Domanda – A tale proposito, non credi che le disposizioni fissate siano eccessivamente penalizzanti e stringenti per voi ristoratori, ponendosi come ostacolo ad un corretto svolgimento dell’attività?  

Guarda, lungi da me fare polemica con i nostri politici e governanti, e la concezione che hanno dell’impresa – continua Sastri – mi limito ad osservare che con duro lavoro abbiamo trasformato il locale originario in un vero e proprio ritrovo artistico-gastronomico, arredato secondo un gusto nobiliare ottocentesco, avvalendoci dell’ausilio di due scenografi teatrali come Bruno Garofalo e Bruno Colella. Detto questo, probabilmente saremo avvantaggiati nella gestione ed accoglienza, attesa la disponibilità di tre sale ed un dehor esterno, di sicuro saremo rigidi nel rispettare e favorire il distanziamento sociale fra i clienti ed i tavoli, lo spazio, da questo punto di vista, non ci manca.

la casa di ninetta

Domanda – Una delle espressioni che ami utilizzare per descrivere il tipo di accoglienza che offrite, è quella di “interno napoletano”, ed è amaro constatare, da questa prospettiva, l’effetto socialmente disgregante dell’emergenza sanitaria sulla convivialità e calore partenopeo, che purtroppo perdurerà per parecchio, temo.  

, sono d’accordo, dovremmo imparare a conviverci, mantenendo tuttavia ferma la rotta della nostra vita, e paradossalmente valorizzandone il nucleo originario. Vedi, l’Expo di Milano di qualche anno fa, ha sortito una sorta di effetto corroborante di quello che era già il nostro sogno da parecchi anni addietro, che è quello di una concezione rinnovata della nostra tradizione gastronomica, improntata alla condivisione ed alla riscoperta di gusti ed influenze ataviche, lontana come tale dal folclore e da oleografie di maniera. Ripeto, ci adegueremo, puntando sulla valorizzazione del servizio di sala – ovviamente agevolando la turnazione del personale – e su di una rigorosa offerta di materie prime del giorno, come il pescato, con massima attenzione al ciclo di preparazione. 

la casa di ninetta

 Domanda – Spiace rimarcarlo, ma l’altro grande settore gravemente leso è quello dello spettacolo e dell’intrattenimento, non ci resta che confidare in una ripresa a breve termine dell’attività turistica, che ovviamente implichi una assoluta mobilità, anche intra-regionale, per eventi teatrali ed artistici francamente credo che sia tutto rimandato all’anno prossimo.   

Da questo punto di vista, inutile dirlo, siamo stati doppiamente lesi, in quanto la vocazione originaria del locale ci ha consentiti di godere dell’indotto dello straordinario fermento artistico di Napoli, vera capitale del Mediterraneo. Abbiamo avuto ospiti straordinari del panorama internazionali, amici di famiglia ovviamente ma anche imprenditori ed artisti tout court provenienti dagli ambiti più disparati, penso ad esempio a Jeff Bezos che venne con la moglie in straordinaria discrezione, oppure ai Reali di Danimarca, clienti abituali, invece , sono ad esempio Giancarlo Giannini e Alessandro Gassman.

 Domanda – Un’ultima domanda, a tale proposito, ripromettendomi di venirti a trovare quanto prima alla riapertura. In cosa consistono questi eventi periodicamente organizzati, chiamati “Opera“?  

Carlo, grazie della domanda, Opera è una serie di incontri, che organizziamo periodicamente, aventi come obiettivo il connubio musica-enogastronomia, la mia famiglia ha una passione infinita per la musica classica, pensa che la nonna Anna “Ninetta” era anche un soprano naturale, e quindi ci è sembrato naturale promuoverla. Insomma, confidiamo ora in una stretta collaborazione da parte dei nostri clienti ed avventori, ora metaforicamente loro sono davvero i protagonisti, spero che questa possa essere una stagione stiva di gioia e speranza, che rivaluti i nostri settori, portando linfa vitale alle nostre passioni, e, ovviamente, funga da volano per l’economia nazionale.

 

 

Carlo Straface
Carlo Straface
Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.

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