Dimmi in che isola vai e ti dirò che enoturista sei…Parte 2 – Cipro

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Dimmi in che isola vai e ti dirò che enoturista sei…Parte 2 – Cipro

Un’isola più di tutte nel Mediterraneo esprime le due anime che si affacciano su questo mare che custodisce storia, contaminazioni e conflitti tra il polo cristiano-europeo e il mondo arabo: Cipro. Il segno tangibile di questo dualismo è rappresentato dalla divisione, sofferta ed ancora oggetto di dibattuta collocazione storico-politica, tra parte greca e parte turca. Di fatto, la Turchia, tra massacri ed espropriazioni coatte, il 20 luglio 1974 ha occupato il 37 % dell’isola. Visitare l’isola significa confrontarsi con un confine che, a distanza di tanti, anni separa e perpetua conflittualità …

Dunque, la collocazione geografica di questa isola, l’ha esposta a dominazioni e nemesi che si sono avvicendate nel corso dei secoli (qui stanzia la più grande base Nato in Europa), e la terra ed i suoi frutti hanno anch’essi espresso la varietà e la stratificazione di culture. La composizione pedoclimatica di Cipro è varia e con apprezzabili range altimetrici. La coltivazione della vite, di antichissima tradizione, si sviluppa fino a 1000 mt dal livello del mare. Le varietà autoctone più diffuse sono Mavro (bacca rossa) and Xinisteri (bacca bianca) che danno origine a vini non particolarmente complessi ma espressione autentica del territorio che rappresentano. I vitigni internazionali, impiantati di recente – Cabernet, Shiraz, Merlot Noir, Chardonnay, Riesling, Sauvignon, Semillon – si sono adattati a pieno al terroir con interpretazioni generose e distintive.

La fama enoica di Cipro tuttavia, si esprime in un vino antico il Commandaria, unico vino che tutelato dalla Denominazione di origine – oggetto del poema “Battle of the wines.” di Henry d’Andeli (1224), e citato da Etienne de Lusignan, Description of the Island of Cyprus, 1580: uno dei più antichi vini passiti, dal colore ambrato e dalle note di prugna, di ciliegia sotto spirito e frutta rossa dovute alle uve Mavro che si integrano con cacao, frutta secca e tostato della botte. In bocca si aggiunge la freschezza-acidità dovuta alle uve Xinisteri. Questo vino fu totalmente bandito durante la dominazione turca del XVI secolo.
La fama dei vini ciprioti raramente supera i confini isolani o l’attaccamento della folta comunità che negli ultimi secoli è emigrata in tutta Europa. Tuttavia, il turista che non voglia fermarsi soltanto in spiaggia – l’isola è grande e le distanze impongono un itinerario – può scoprire, attraverso villaggi e risalendo in altitudine, un volto inconsueto dell’isola, il cui animale simbolico è il muflone, rappresentato nella etichetta della cantina Vouni Panaya.

 

Quest’ultima vede il giovane proprietario Yannis Kiriakides, che ha studiato Enologia a Firenze, promuovere e sperimentare i vitigni autoctoni Spourtiko, Maratheftiko, Yiannoudi. Le premesse ci sono tutte per un percorso tra strade del vino e storia – partendo dal museo del vino nel villaggio di Erimi fino ad antichi monasteri che producono vino come il Khrysorrogiatissa , al cui interno è possibile ammirare una piccola chiesa ortodossa e godere di un insolito panorama su una valle verde e rigogliosa (le temperature a valle possono superare i quaranta gradi). Le proposte enoturistiche prevedono sempre una parte gastronomica – su terrazze dai tavoli spartani e tovaglie quadrettate, che si esprime nel mezè, sequenza arabo-cipriota di salse a base di yogurt e tahini, piatti tipici tra cui insalate a taglio intero, ortaggi ed agnello cotto per dieci ore a bassa temperatura.
Le località da mettere in agenda sono:
Paphos, città sul mare con grandi alberghi e piccoli villaggi, come Pissouri, punto di partenza per escursioni;
Limassol centro modaiolo e con un porto riqualificato di recente, degno della croisette, al cui interno numerosi villaggi, detti Krasochoria , arrivano fino al monte Trodos a 1100 mt di altitudine. Unica nota dolente: i collegamenti aerei low cost attivi solo da Maggio fino Ottobre. Partenze da Roma Ciampino per Paphos o Milano per Larnaca. Nota bene: si guida a sinistra!

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Lucrezia Vitale
Lucrezia Vitale
Lucrezia Vitale, ricercatrice presso la Università di Cordova (Spagna), laureata in Economia Aziendale, dottore Commercialista non praticante, docente di Informatica, sommelier, viaggiatrice instancabile a detta degli altri, responsabile network “femmine alfa”, discreta cuoca –no chef- , patente nautica, autrice di poesie. Motto personale “il mio domani è adesso”.

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