Il SENSO DELL’ATTESA ESPRESSO IN UN CALICE: L’AZIENDA GALARDI PRESENTA TERRA DI ROSSO, LA QUINTAESSENZA DEL PIEDIROSSO

Show all

Il SENSO DELL’ATTESA ESPRESSO IN UN CALICE: L’AZIENDA GALARDI PRESENTA TERRA DI ROSSO, LA QUINTAESSENZA DEL PIEDIROSSO

GALARDI

Attendere significa comprendere. L’attesa dà un senso profondo ai gesti che si compiono. Il mondo del vino è questo, attesa, quella della vigna, della cantina e, infine, quella che si risolve davanti ad un calice: la sintesi perfetta di tempo e speranze.

Galardi, azienda vinicola celebre nel mondo per il suo vino Terra di Lavoro, ha espresso il senso dell’attesa in un arco di tempo che va dal 1993, anno di etichettatura del suo primo vino, al 2017, annata che insieme all’enologo Riccardo Cotarella, è stata stimata irripetibile, la culla di una nuova creatura: Terra di Rosso.

Le uve provengono dai vigneti di Roccamonfina, un luogo in cui la terra -in tempi remoti- è stata scenario di attività vulcanica. Oggi, quella stessa terra ha come eredità, un terreno fertile in cui la vita che non c’era ha messo radici vigorose.

Una vita, quella del vino, che non termina nemmeno dopo l’assaggio.

La scelta dell’uvaggio rappresenta un ponte tra passato e presente, Terra di Rosso è un Piedirosso in purezza, vitigno autoctono campano, dalle delicate esigenze, ma come ogni cosa che dal di fuori sembra ostico nasconde un’anima elegante e raffinata.

Lo stile aziendale è stato confermato nella presentazione del nuovo vino, lontano dai clamori e dalla confusione, l’azienda Galardi si è ritrovata negli anni al centro dei salotti più rappresentativi dell’alta qualità del vino, piùper ciò che ha realizzatoche di come ne ha parlato.  L’azienda fa vino con cognizione di causa.

PALAZZO PETRUCCI

La suggestiva location di Palazzo Petrucci, luogo culto della ristorazione napoletana, ad inizio aprile è stato il punto dal quale si è voluto dare un’ eco al primo assaggio ufficiale di questo Piedirosso. Allo stesso modo in cui l’azienda ha tenuto il riserbo sulla notizia del suo nuovo vino, una coltre di nuvole ricopriva cielo ed orizzonte, impedendo al sole di svelare gli angoli lontani della costa. Il pensiero è rivolto alla vista che dai vigneti di Roccamonfina si dipana fino al mare che lambisce le coste di Gaeta, un mare che qui è più vicino e che silenzioso arriva come per ascoltare il nuovo racconto condotto da Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino accompagnatoda Arturo Celentano, in rappresentanza dell’origine della proprietà aziendale insieme ad Allegra Selvaggi, responsabile dell’azienda e figlia dei cofondatori Roberto e Maria Luisa

Terra di Rosso è la sintesi di un lavoro durato anni, quello dell’attesa come citato all’inizio, che ha dato modo al nobile vitigno di potersi esprimere con voce solista e non solo come parte minoritaria di un blend.

DEGUSTAZIONE, LE MIE NOTE

I sensi sono stati rapidi dalla sensualità del vino, il colore si presenta in una veste rubino con intarsi purpurei, nella rotazione del calice se ne avverte la consistenza, confermata poi dall’assaggio. Al naso seduce al pari di una notte estiva in cui é piacevole perdersi, si è investiti da una passionalità olfattiva in cui emerge la ciliegia, accompagnata da altri piccoli frutti rossi, un velo di nota di rosa che fa spazio alla dolcezza della vaniglia e del tabacco.GALARDI

L’assaggio è di alto livello: fulminate è la sensazione del tannino, presente ed elegante, che gioca in alternanza con la morbidezza. Un vino caldo, con una presenza alcolica di 14% percepita e apprezzata. Il gioco di equilibrio di questo vitigno, dall gestione non sempre facile, èrealizzato con un uso sapiente del legno, grazie al passaggio per otto mesi in barrique nuove d’Allier e Never. Un vino, che lontano dalla pastosità dell’Aglianico, rappresenta una bevuta dinamica, ampia e moderna.

Prodotto in appena 6500 bottiglie, l’alto profilo qualitativo e la limitata disponibilità sono fattori che determineranno un alone di quasi leggenda.

GALARDI VINI

Un vino è come un componente di famiglia per chi lo produce e per i luoghi in cui nasce, in azienda la ‘’Terra’’ è come un cognome, una parola che lega i componenti di un clan ma, che allo stesso tempo, ne riconosce l’individualità, così è per Terra di Rosso, nome che richiama il ‘’fratello maggiore’’ ma che di minore non ha nulla se non l’età.

Una particolarità di questo vino è che la valutazione riguardo ‘la messa in commercio’ sarà decisa di vendemmia in vendemmia, infatti, solo le annate giudicate eccellenti saranno fregiate dal nome: Terra di Rosso. Un vino che non c’era, e che nei prossimi anni non sempre garantirà la sua presenza proprio perché è legata alla ricerca di un equilibrio tra natura e lavoro dell’uomo.

Questa singolarità, che caratterizza la sua produzione, riporta alla mente i versi del grande Eduardo De Filippo nella poesia ‘’e allora bevo’’

Dimane nun esiste.

E ‘o juornoprimma,
siccome se n’è gghiuto,
manco esiste…

questo vino prima non esisteva e chissà se la prossima annata esisterà, assaggiandolo esiste solo il momento in cui i sensi e l’anima sono rapiti.

 

Gennaro Miele
Gennaro Miele
Appassionato da sempre di enogastronomia ed armato di grande curiosità dopo il diploma di Sommelier AIS ho iniziato a rincorrere esperienze che si sono sempre fermate davanti ad un buon calice di vino ed al suo racconto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *