Il Sauternes, giallo come un raggio di sole, concentrato in un bicchiere il racconto del nettare dorato di Chateau Suduiraut

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Il Sauternes, giallo come un raggio di sole, concentrato in un bicchiere il racconto del nettare dorato di Chateau Suduiraut

Chateau Suduiraut

È questa l’espressione poetica coniata da un degustatore locale per descriverne il colore.

I racconti legati alla nascita di questo vino sono sospesi tra realtà e leggenda, la versione più acclarata è quella secondo la quale poco prima dell’inizio della vendemmia, il produttore di un piccolo Chateau in Aquitania, non fosse presente al momento ottimale della raccolta dell’uva, e dunque pretese che la vendemmia fosse posticipata al suo rientro. Gli acini appassirono completamente, diventando piccoli e grinzosi e assunsero il colore delle prugne. Tutto sembrava perduto, ma il proprietario assaggiò quegli acini dolcissimi e con un gusto che gli ricordava la marmellata, una sensazione unica e inaspettata, il risultato fu così sorprendente tanto che decise di vinificare quelle uve. Inutile dire che l’esito fu sublime!

chanteau de suduiraut

Siamo a Bordeaux, sulle sponde della Garonna, nell’AOC Sauternes, proprio dove il fiume Ciron riversa la propria acqua nella Garonna. In questa zona, grazie alla presenza di un’acqua molto fredda che permette la formazione di una fitta nebbia mattutina,risultano ideali le condizioni che promuovono lo sviluppo della Botrytis cinerea, una muffa ‘nobile’ che permette la concentrazione di zucchero e glicerina degli acini. È  da questi grappoli raggrinziti e solo in apparenza “malati”, vendemmiati rigorosaente a mano, che nasce un vino leggendario con un’affinamento che, in alcuni casi, può sfiorare il secolo!

Nel dettaglio, la bottiglia di cui vorrei parlare è prodotta da Chateau Suduiraut, affascinante cantina che ha
sauternes di chauteau suduirautsede a Preignac, una cittadina a nord di Bordeaux, molto vicina a Sauternes che con i suoi 90 ettari (90%  sémillon, vitigno più sensibile all’attacco della muffa, e 10% sauvignon blanc), è capace di donare intense emozioni visive e gusto-olfattive. Il terreno è composto dalle ‘grave’ (depositi alluvionali, ciottoli e sassi che affiorano in superficie e contribuiscono a trattenere il calore) misto a limo e sabbia. Il nome del vino è “Castelnau de Suduiraut”, annata 2009, blend di semillon (90%) e sauvignon blanc (10%) ed è affinato per un anno in barrique di rovere francese, di secondo passaggio.

 

 

chateau sauternesIl colore ricorda le fattezze di un prezioso gioiello, giallo dorato carico che vira verso un’avvolgente ambra.

Al naso l’ampiezza olfattiva è impressionante: i francesi traducono questa caratteristica con l’espressione gout de roti, ossia, i sentori tipici della frutta arrostita dal colore del sole. Resto subito inebriata da un odore deciso di frutta secca, albicocca disidratata, pesca sciroppata, ananas, leggera nota di zafferano, agrumato, vaniglia e spezie dolci in generale, quest’ultime donate da un utilizzo sapiente della barrique.

In bocca è un nettare setoso, dolce, con finale ricco di mineralità, si percepisce una lunghissima nota mielata, cera d’api e albicocche secche. Un vino pronto, sicuramente, con un ottimo potenziale evolutivo.

Un vino elegante e complesso, da meditazione, oseri dire. Un vino che può essere proposto in abbinamento in maniera trasversale, che può spazziare, dall’abbinamento con il foie gras, ai formaggi erborinati, dai dessert a base di frutta alla pasticceria secca. Servito freddo è ideale anche come aperitivo.

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