Se non è “TRIPLE A” desisti! Parola di Nicola Scagliola, l’alfiere degli artigiani del vino

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Se non è “TRIPLE A” desisti! Parola di Nicola Scagliola, l’alfiere degli artigiani del vino

triple A

Nell’ambito del vino spesso si abusa di concetti e termini quali “vini biologici”, “agricoltura bio-dinamica”, “vini naturali”, senza, tuttavia, comprenderne il significato e le varie sfaccettaurure. Dunque, si connota di particolare chiarezza il manifesto programmatico dei vini denominati “triple A”, i cui produttori, racchiusi sotto l’egida di tale acronimo (che significa Artigiani Agricoltori Artisti), rifiutano tecniche agronomiche ed enologiche non naturali, e allo stesso tempo, ripudiano l’utilizzo di lieviti selezionati in laboratorio.

Tra i vini di Scagliola ho trovato anche questa storica bottiglia 😉

Alfiere della promozione e distribuzione di tali prodotti è Nicola Scagliola, titolare dell’omonima (e storica) enoteca situata nel centro di Napoli, in Via S. Pietro a Maiella, che propone, in collaborazione con l’AIS Campania, il corso denominato #50viniTripleA presso il proprio Winebar, in cui, nel corso di 5 serate a cadenze settimanali, il lunedì sera a partire dal primo Ottobre, verranno fatti degustare 10 vini prodotti in tale ambito programmatico a serata, accompagnati da un piatto della tradizione partenopea preparato dall’adiacente Trattoria Campagnola di Antonio Castelluccio.

Uno straordinario tour enologico in giro per il mondo, quello che si  prospetta presso l’enoteca Scagliola, partendo però della nostra penisola, nello specifico, dall’assolata Murgia barese dell’azienda “L’Archetipo” (con i suoi omaggi all’agricoltura “sinergica” ed addirittura a Rudolf Steiner). Il percorso continua procedendo per i terragni Taurasi campani dello stravagante (nonché pluri-premiato) Luigi Tecce, transitando per il Trentino (le innovative – seppur arcaiche – sperimentazioni in Anfora di Foradori “Nosiola” con macerazione prolungate delle bucce) ed infine giungendo nel Collio Friulano, sino ai confini con la Slovenia, dell’ “Azienda Movia”, luogo che è anche straordinario crocevia di esperienze storico-politiche e tecniche di coltivazione della vite.

Non mancherà, in tale succulento programma, la serata dedicata ai nostri cugini d’oltralpe, con una selezione di Sancerre, Beaujulois, Bordeaux e Muscadet, quella dedicata al resto del mondo (tra i paesi rappresentati Grecia,

io e Nicola Scagliola

Germania, Libano con il leggendario Chateau Musar di Gaston Hochard, tra i vitigni più antichi al mondo). Infine, non poteva mancare la serata dedicata ai discussi “Orange Wine” con la presentazione del competente Tommaso Luongo – delegato AIS per la regione Campania, che illustrerà caratteristiche organolettiche e gustative di questi vini dai tratti fortemente ossidativi.

Un irripetibile connubio fra tradizione e competenza in questo corso, che d’altronde si riflette, più ampiamente, nella proposta commerciale dell’enoteca da parte del titolare Nicola Scagliola e della moglie Sandra Restrepo – anch’essa navigata sommelier AIS, in cui è possibile riuscire a coniugare elementi, apparentemente dissonanti, come il rigore formale nella gestione ed anarchica convivialità nell’approccio con la variegata clientela.  

Carlo Straface
Carlo Straface
Carlo Straface, nato a Napoli il 9 Novembre 1979, avvocato per necessità, giornalista pubblicista per passione, eno-gastronomo per diletto. Assaggiatore di secondo livello presso la Scuola Europea Sommelier, militante degustatore nei luoghi più disparati e reconditi di Napoli, vive a lavora a Napoli, dove girovaga per cinema ed enoteche nel tempo libero.

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