Paese che vai Enoturista che trovi

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Paese che vai... enoturista che trovi!

 Paese che vai Enoturista che trovi…

Espressione non fu mai così calzante per rappresentare la varietà di forme e consumo che può assumere il turismo collegato al vino e ai suoi rituali agresti. In fondo l’enoturista, se vuole, può accompagnare la vite e il suo frutto in tutti i momenti salienti: godere dei vigneti in maturazione per le escursioni, partecipare alla vendemmia (anche in notturna) – nel cosiddetto turismo esperenziale – brindare al novello, al vino pronto, degustare un calice di annata. E la natura si sa, esprime il suo vigore e le sue icone bucoliche in modo assai variegato nella nostra Italia, con numeri da primato nel panorama europeo (294 prodotti DOP, IGP, STG – 523 vini DOCG, DOC, IGT). Dal Trentino alla Sicilia, la vigna si aggrappa, si conquista zolle di terra calcarea, argillosa, scistosa o si gode pendii e declivi che assecondano le escursioni termiche del giorno e della notte, o persino si affaccia ed assorbe la salinità di un mare azzurro. A questo mosaico di vigneti, cantine piccole o maestose, secolari o di design, corrispondono una varietà di esperienze enoturistiche (anche a distanza) di grande attrattività e in grado di catturare e fare proseliti tra curiosi, appassionati o sperimentatori. Solo per citare qualche esempi – tralasciando i grandi eventi di cui ci occuperemo più in là:

  • Adotta un filare un progetto replicato in più zone d’Italia che prevede l’acquisto temporaneo di un pezzo di vigneto e la possibilità di seguirne il corso di vita lungo un anno, salvo poi a visitare di persona la porzione di vigna, come fa ad esempio Joseffa Saffirio
  • Vendemmia notturna da lontano 1998 la Tenuta di Donna Fugata di Contessa Entellina, accende le luci e di notte allietando con note ricercate di ensamble jazz, regala ai visitatori un’esperienza unica e suggestiva
  • Esperienza Airbnb il colosso dell’ ospitalità del nuovo millennio diversifica ed arricchisce la propria offerta: il turista può selezionare una esperienza in vigna o in cantina costruita su misura per lui , in un piccolo paese Sardegna (scopri di più a questo link )
  • Benessere in vigna solo per citare la fondatrice del Movimento del Turismo del vino, Donatella  Cinelli Colombini, che nelle sue aziende Fattoria del Colle e Casato Prime Donne di Montalcino propone anche corsi di cucina, pacchetti benessere, formula club, attività escursionistiche e sportive

 

 

Turismo e Vino, un binomio vincente

Il binomio Vino-Turismo trova le sue radici elitarie ed aristocratiche dei Grand tour dell’ ‘800: giovani appartenenti alle nobili famiglie europee sceglievano l’Italia e le sue bellezze storiche per acquisire un bagaglio di esperienze ed emozioni da sfoggiare nell’alta società. Spesso dimoravano in tenute storiche, dove i vigneti erano la cornice del paesaggio ed il buon vino il ristoro serale.

L’evoluzione del turismo nel secolo successivo ha fatto i conti con la massificazione dei consumi, la nascita di nuove destinazioni, la diversificazione del “prodotto turistico”… ma la vigna, almeno in Italia, Francia e Spagna, non si sposta e non si piega ai dettami del marketing. Può solo avvenire l’inverso. Ed è quello che alcuni produttori ed operatori turistici hanno scoperto in misura crescente negli ultimi venti anni. Una data non casuale perché, sembrerà strano, ma la prima Conferenza sull’Enoturismo risale al 1998 ed ha avuto sede in Australia – in un paese del cosiddetto Nuovo Mondo (insieme alla Nuova Zelanda, Cile e Sudafrica). In quella sede furono prese in considerazione le potenziali sinergie di due settori – vino e turismo – compresi la promozione delle regioni a vocazione vitivinicola, gli eventi, le vendite ai turisti in cantina, il valore aggiunto per le aree di produzione – in termini di nuove opportunità di crescita, e dove il “turismo del vino” fu definito “ visite ai vigneti, cantine, festival del vino e manifestazioni del vino in cui degustazioni e/o esperienze collegate a regioni vitivinicole rappresentano la principale motivazione dei visitatori“.

Il winelover è esploratore, amante del vino e spesso degustatore esperto

Ecco profilarsi la complessità dell’enoturista e delle sue forme di turismo: amante di uno stile di vita naturale, degustatore di vini di qualità, esploratore, amante del buon cibo e del vino.  Una località a vocazione vitivinicola, una città, un’ azienda vitivinicola dovranno rispondere a queste aspettative creando eventi, visite guidate ed attività ludiche o didattiche in grado di attrarre singoli, coppie, gruppi di amici e famiglie. In questa varietà di “forme” ed “esperienze” dell’enoturismo si presenta “Cantine Aperte in Vendemmia” iniziativa del Movimento del Turismo del vino che dal lontano 1993, si propone di promuovere ed organizzare eventi e manifestazioni collegate ai momenti strategici della produzione e consumo del vino.

 

Arriviamo al punto: Chi è dunque l’enoturista che partecipa a queste attività?

Di certo in questa categoria potranno rientrare un semplice curioso della vita agricola e che intende partecipare ad una attività che lo mette in contatto diretto con la terra ed i suoi frutti, una famiglia che in veste escursionistica decide trascorrere una giornata all’aperto, un appassionato di vini che vuole scoprire le radici del suo nettare. Alle aziende, aperte a quest’accoglienza, il compito di misurarsi con “ ospiti inattesi” dei  faticosi ed impegnativi giorni della vendemmia.

 

Continuate a seguire la Rubrica “Dal Mondo dell’Enoturismo”, seguiranno degli aggiornamenti!

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Lucrezia Vitale
Lucrezia Vitale
Lucrezia Vitale, ricercatrice presso la Università di Cordova (Spagna), laureata in Economia Aziendale, dottore Commercialista non praticante, docente di Informatica, sommelier, viaggiatrice instancabile a detta degli altri, responsabile network “femmine alfa”, discreta cuoca –no chef- , patente nautica, autrice di poesie. Motto personale “il mio domani è adesso”.

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